È uscito ieri il nuovo libro di Luca Mercalli, Non c’è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali, pubblicato da Einaudi Editore. Tra le pagine emerge come scrivere su tematiche ambientali sia davvero servizio pubblico, a guidare la penna del meteorologo è un nume tutelare del calibro di Primo Levi. Chimico militante l’autore di “Se questo è un uomo”, climatologo altrettanto militante, Mercalli che dedica il volume ai figli: “A Marta e Francesco perché il loro futuro non sia greve”. Tra le pagine, Mercalli ricorda anche l’accensione del suo primo impianto fotovoltaico:

“Qualche giorno fa ho partecipato con gioia al momento della prima accensione del nuovo impianto fotovoltaico dei miei vicini di casa. Ora la nostra piccola borgata, così ben esposta al sole delle Alpi Cozie, è sempre più autosufficiente, sebbene continui a rimanere connessa alla rete elettrica per l’uso notturno o nelle giornate nuvolose. Mi fa piacere perché mentre molte piccole comunità sono divorate dalle invidie e dai dispetti, qui è successo che, con un po’ di curiosità, concordia e spirito di osservazione, pian piano si sono recepiti nuovi modelli di vita e di approccio sostenibile verso l’ambiente. Io collegai il mio primo impianto fotovoltaico il 5 maggio 2006, ingrandendolo via via negli anni successivi fino a occupare tutto il tetto e a produrre il mio intero fabbisogno elettrico annuale grazie al sole. Senza fretta le buone idee si fanno strada, contagiano positivamente la società e un bel giorno maturano, producendo cambiamenti tangibili e concreti, che in questo caso non si misurano in chiacchiere ma in chilowattora!”

Luca Mercalli. “Non c’è più tempo”, Einaudi, 2018